Sapori oltre confine
In Somalia, oltre i 2/3 della popolazione attiva sono dediti all’allevamento e a un’agricoltura in gran parte di
sussistenza.
Si ha una distinzione piuttosto netta fra aree occupate da colture alimentari di immediato consumo, per lo più locale, e aree destinate all’agricoltura commerciale. Nonostante le attenzioni che il governo ha dedicato al settore agricolo, il Paese è ben lungi dall’aver conseguito l’autosufficienza alimentare. L’agricoltura commerciale è
ancora limitata a poche aree del Paese come il lungo Giuba dove è stato realizzato il progetto.
Grazie alle attività svolte con il progetto Sapori che Uniscono le beneficiarie hanno potuto acquisire le conoscenze pratiche e la giusta manualità per la lavorazione e la conservazione degli alimenti.
Il raggiungimento di tale obiettivo ha reso possibile il trasferimento delle competenze acquisite nei paesi di origine delle beneficiarie.
Il progetto ha previsto il coinvolgimento di due ragazze somale che hanno trasferito il Know how ne loro paese di origine al fine di sensibilizzare altre persone sul tema della lavorazione e della conservazione degli alimenti.
In paesi come la
Somalia, la gestione post-raccolta e la trasformazione dei prodotti agricoli sono certamente tra i settori
che offrono maggiori potenzialità di sviluppo ed una marcata capacità di generare reddito.
Il progetto si è inserito in questo contesto con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e le perdite alimentari e migliorare la sicurezza alimentare.
Le attività principali previste dal progetto sono state la formazione, l’informazione e la promozione della trasformazione del pomodoro fra gli abitanti di Kismayo, grazie al sostegno di Iskafiiri Development Organization; la raccolta e la selezione di varietà pregiate di pomodori da impiegare per la
semina; il supporto tecnico per promuovere pratiche agricole appropriate alla lavorazione del pomodoro per migliorare il controllo della qualità e per potenziare la commercializzazione e la vendita; la formazione
volta ad impartire le conoscenze necessarie; la lavorazione del pomodoro con la produzione di passate e pelati; la promozione di pratiche agronomiche della lavorazione di pomodori, dello sviluppo del prodotto,
del controllo di qualità, della vendita e dell’acquisto; la formazione degli agricoltori e degli addetti alla lavorazione ed al controllo sulle tecniche di coltivazione del pomodoro.
I risultati che il progetto ha raggiunto sono i seguenti: la promozione della lavorazione del pomodoro; la riduzione della povertà e il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie rurali; il
miglioramento della sicurezza alimentare; la promozione di attività volte alla riduzione delle perdite di
alimenti; gettare le basi per un possibile avviamento di attività generatrici di reddito; la promozione di attività di formazione che comprendono l’identificazione delle buone pratiche relative alle lavorazioni agricole, alla trasformazione del prodotto e alla sua possibile commercializzazione.
